(Michail Schwartz)
Ormai se ne sono accorti tutti, anche il governo, e’ tempo di crisi. E insieme alla crisi cresce pure il malcontento popolare. Come spesso accade il sentimento di ribellione, sospinto da numerose e forti correnti populistiche, si è accanito contro la classe politica in toto, da destra a sinistra senza distinzione alcuna. In nostri parlamentari, i nostri senatori e in particolar modo il nostro governo, sono accusati di condurre una vita troppo agiata per il momento difficile che attraversa il paese. Una vita fatta di stipendi gonfiati, privilegi da casta e pensioni a dir poco generose, il tutto a fronte di una scarsa produttività, come testimonia la confusione che regna all’interno del governo mentre cerca di varare una manovra d’emergenza per far fronte alla grave crisi attuale e come testimoniano le numerose poltroncine costantemente lasciate vuote dai parlamentari inadempienti. Il tutto, come già detto, in un periodo in cui sarebbe più apprezzabile uno sforzo collettivo per dare un segnale al paese, come a dire "anche noi cerchiamo di metterci la nostra parte" (se non altro quella).